Trop Trail

All’interno del Verde Pisello Group Milano fin dal 2010 è nata subito una sezione trail: e non poteva essere altrimenti. Già perchè uno dei padri fondatori del VP Group è il buon Mirko Mottin, per i seguaci UltraMirko, uno che nella vita ancor prima di testarsi su una 42km in piedi ha pensato bene di sfidare (raccomandatissimo) i 98km dell’Ultra Trail del Monte Bianco, una delle gare mito per chi ama correre facendo sù giù e poi ancora sù e giù e poi ancora sù e giù (magari pure al buio e al freddo…).

La sezione Trail del VP Group (in crescita esponenziale) è perciò la sezione dei seguaci di UltraMirko, Trop Runner istigati, convinti, costretti a calzare scarpe con la suola zigrinata e a seguirlo nelle nostre meravigliose alpi abbandonando le placide strade asfaltate e pianeggianti.

Ecco il racconto di UltraMirko di una delle sue tante fatiche…

I ricordi in pillole (anzi, in gocce) del Casto 2010

Non volevo scrivere la solita “recensione/racconto” della mia corsa, ma condividere alcuni momenti che rimangono a solleticare piacevolmente i ricordi di questa quinta edizione.

Un’edizione (non si può dire altrimenti) caratterizzata dalle incessanti e incalzanti piogge e da una lista partenti di livello assoluto!

Ma andiamo con ordine.

Prima di tutto che bello arrivare il sabato all’accogliente ritiro pettorale per i saluti, gli abbracci, due battute, due pezzetti di formaggio con Mau Scilla e tutti/e quelli dello staff. Poi via verso il santuario/albergo/ristorante di San Giovanni.

Lì, l’immagine indelebile nella mente, è composta dalla strada che transita nella Valle Cervo, dove la macchina viene inghiottita dai colori meravigliosamente autunnali degli alberi. Verdi accesi e pieni, sfumature che vanno dal rosso al giallo e un tappeto di foglie che la natura usa per attutire il fastidioso rumore delle (nostre) macchine che la invadono.

Già sistemato nella stanza, l’ascetico silenzio viene interrotto dall’arrivo di un branco di manigoldi in autobus! Non posso non precipitarmi sulle scale per abbracciare gli amici in arrivo dal Veneto. Fa bene al mio Spirito (non solo quello Trail), vedere facce sorridenti e amiche. Ticci, Giovanni, Roberta, Stefano, Roberto (Fluido), Daniele e tutti gli altri (senza offesa eh).

Aspettare ansioso la cena per continuare le chiacchiere con tutti, fare foto, presentare la mia meravigliosa (ogni scarrafone, ecc. ecc.) famiglia agli amici che ancora non l’hanno conosciuta e poi assaggiare le grappe e le torte fatte in casa (sempre portate dai manigoldi/e).

Alla fine tutti a scalare il “picco branda” per le poche ore di sonno prima della colazione. E li avere il piacere di dividere il tavolo mattutino anche con campioni (veri) come Pablo e Virginia.

Via tutti alla partenza. Gara ridotta da 46 a 31km (anche questo sarà un ricordo), troppo brutto tempo e troppo pericolo per tutti. Per fortuna c’è ancora chi ha la testa sul collo (grazie Mau) e usandola, prende le decisioni giuste. nonostante qualcuno (pochi, forse solo uno) si lamenti per i km tolti!

Sul percorso (a mio giudizio uno dei più belli in assoluto) ringrazio uno a uno i volontari che incontro. La frase?? <<Ciao, grazie per essere qui per noi e per la tua pazienza.>> Grandissimi, ore fermi sotto la pioggia al freddo, solo per indicarmi la strada o per chiedermi se va tutto bene. Il minimo è usare un po’ del mio fiato per far capire che tutti noi apprezziamo i loro sorrisi.

E ancora il piacere di correre e camminare con qualcuno che già conosco e altri che raggiungo o mi raggiungono, conosco sul momento e che, come sempre succede, ritroverò su altri sentieri, ricordando le prime parole scambiate oggi.

L’arrivo, cercando con lo sguardo i miei bimbi e non trovandoli, attendere il loro arrivo per 10 minuti a un metro dalla linea del traguardo, sotto il diluvio, solo per avere il piacere di tagliarlo con loro in braccio.

Il pasta party e le premiazioni, fiumi di birra e di sorrisi e l’edizione 2010 del Casto che piano piano chiude i battenti e ci fa risalire in auto per tornare alle proprie case.

Tante cose da ricordare nell’attesa della sesta edizione, magari con un po’ meno acqua e, se possibile, con ancora più birra!

Mirko Ultramirko Mottin

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