Great Job Boston!

Hopkinton ore 10.40 di lunedì 18 aprile giusto a 26.2 miglia da Boylston Street. L’irraggiungibile Mutai da 40 minuti si è lanciato in quella che di fatto sarà la più veloce maratona della storia in attesa del prossimo fenomeno africano che verrà. Io invece manco fossi un surfista sono ancora in piena terza ondata dei partenti: passo dopo passo sto raggiungendo la start line Boston Marathon datata 1897, la linea che da tanto aspettavo di calpestare. L’atmosfera è indescrivibile, un vortice di suoni e colori, protagonisti da subito della festa che c’è e ci sarà. Si valica la collinetta di Hopkinton, l’attesa è finita, un “good luck” di saluto ai miei compagni di avventura e si parte.

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E boston si tinge di verde e non per i Celtics…….

Mancano 10 giorni alla partenza della spedizione Verde Pisello alla 115a edizione della Boston Marathon.

Inutile dire che è già forte l’emozione di quella che per me è la realizzazione di un piccolo sogno fin dal momento in cui, in un momento di totale incoscienza, avevo deciso di correre la mia prima maratona (parliamo del 2000, parliamo di iscrizioni ancora in lire….). Non solo: Boston per me sarà la prima apparizione negli States e sono certo che non mancherò di dimostrare ad ogni angolo tutto il mio italico provincialismo da serial tv.

Per parlare della Maratona di Boston, un vero e proprio pezzo di storia del podismo, ho deciso di riproporre sul sito il racconto di Rodolfo Lollini (per i veri atleti meglio noto come “il podista parvenu”), valente redattore di podisti.net che proprio per podisti aveva preparato lo scorso anno una serie di godibilissimi articoli sull’evento Leggi l’articolo completo

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